Bagni di Fieno

I bagni di fieno sono delle immersioni in erbe di montagna fresche in via di fermentazione. La terapia è più propriamente nota come fitobalneoterapia e affonda le sue origini in Trentino Alto Adige, secondo antiche usanze, i contadini di questa Regione avevano l'abitudine di riposarsi dalle fatiche del lavoro nei campi adagiandosi su giacigli di fieno di taglio fresco e al mattino si risvegliavano completamente ritemprati e riposati. 

La fama della terapia del fieno si è poi diffusa trasformandosi, poco per volta, da pratica di tipo prettamente popolare a terapia termale del fieno. Il primo documento che testimonia il riconoscimento della fitobalneoterapia risale al 1803 ed è apparso su un libro pubblicato da un medico tedesco, il Dottor Christian H.T. Schreger, titolato" Balneotechik oder Anleitung Kunstbäder zu bereiten und anzuwenden", tecnica balneare o istruzione per preparare o usare i bagni artificiali. Il presbitero e abate tedesco Sebastian Kneipp è stato un fautore dei "bagni di fieno" e nel 1896 descriveva compiutamente gli effetti benefici delle erbe raccolte in prati d'altura.

Le erbe utilizzate per gli impacchi di fieno crescono spontaneamente in montagna e sono ricche di proprietà curative, vengono raccolte la sera o nelle prime ore dell'alba, prima che si asciughi la rugiada. Successivamente sono collocate in ampie vasche e lasciate a macerare per diversi giorni durante i quali raggiungono una temperatura intorno ai 55° - 65° C. 

Vengono usate soprattutto l'arnica montana, la genziana, l'achillea millefoglie, l'hypericum, il timo, l'aconito, il mirtillo, la Pulsatilla Alpina e il trifoglio. La raccolta avviene su prati nei quali è vietato il pascolo, la concimazione con materiale organico e inorganico e il transito di mezzi. 

I principi attivi di queste erbe esercitano un'azione analgesica e revulsiva. L'erba viene tagliata a circa 1.500 metri di altitudine e quella raccolta fra metà luglio e la prima decade di agosto è la migliore in assoluto. Nei periodi al di fuori della stagione di raccolta l'erba viene avvolta nel polietilene e compressa in rotoballe, in questo modo è possibile conservarla mantenendo inalterata la sua efficacia. 

Ci sono dei fattori che influenzano e determinano i livelli delle temperature come la composizione delle erbe, l'epoca della raccolta, il tipo di confezionamento, la lunghezza dell'erba, l'umidità e le modalità di arieggiamento delle vasche. Un'umidità troppo alta può dar luogo a cattivi odori dovuti al sopravvento di funghi sui batteri. Il riscaldamento è determinato inizialmente dalla respirazione delle cellule vegetali e, in seguito, dal calore metabolico provocato dai batteri termofili i quali fermentano gli zuccheri. 

In un contesto di anaerobiosi (modo di vita senza ossigeno libero) i batteri lattici causano la fermentazione degli zuccheri semplici e lasciano i polimeri (amido, cellulosa) inalterati. In un secondo momento la combustione dei polimeri, attuata dai batteri aerobi, determina l'innalzamento termico. Durante la fase di fermentazione e appassimento i glucosidi si trasformano in cumarina (il caratteristico odore del fieno) il quale è solubile in acqua e altresì nei grassi e dona effetti piacevoli sul corpo. 

Le vasche termali sono preparate ogni quindici giorni, sul fondo viene adagiato uno strato di paglia che serve per assorbire l'acqua prodotta dal processo di fermentazione, sopra questo strato viene messo un altro strato di circa 50 centimetri di erba fresca che è poi lasciata a riposare per quarantotto ore coperta da tavole in legno per impedire l'evaporaspirazione e consentire il riscaldamento. 

Il trattamento col fieno prevede immersioni durante le quali la temperatura si eleva a livelli tra i 40° e i 70° C stimolando un'accentuata sudorazione che continua anche una volta terminato il trattamento. I pazienti vengono immersi a corpo nudo e ricoperti con uno strato di circa 15- 20 centimetri di fieno, viene lasciato libero solo il capo che viene protetto. 

La prima immersione dura mediamente dieci minuti, le successive si protraggono fino a 25 minuti. L'azione terapeutica di questi bagni è data dal calore umido sprigionato uniformemente e dalla sudorazione profusa. Terminata l'immersione il paziente è avvolto in una coperta di lana e adagiato per un tempo che può variare da 30 a 45 minuti sopra un lettino di reazione in una sala riscaldata posta nelle immediate vicinanze di quella dei bagni. 

La sudorazione è inizialmente molto forte e si prolunga anche per 4 ore. Il paziente in questa fase deve reintegrare i liquidi persi con l'assunzione di bevande e tisane. A seduta terminata viene solitamente effettuato anche un massaggio rilassante. Un ciclo completo di bagni di fieno consta, mediamente, di un numero sedute che varia da otto a dodici le quali sono spesso intervallate da un giorno di riposo. 

La stagione dei bagni di fieno inizia da fine luglio e si protrae sino a fine settembre. Il forte calore e il ricambio idrosalino causato dalla sudorazione donano una prolungata sensazione di benessere e l'assorbimento dei principi attivi delle erbe conferisce alla pelle un aspetto più liscio e più tonico. 

Le migliori località dell'Italia

All'inizio il trattamento veniva effettuato nelle case dei contadini raccoglitori, in seguito negli alberghi e dopo ancora furono costruite delle vere e proprie strutture termali. Nei primi del '900 il Dott. Joseph Clara effettuò studi approfonditi sull'efficacia della fitobalneoterapia e venne fondata la "Stazione termale di fienofitotermoterapia" con sede a Fiè allo Sciliar, sull'Alpe di Siusi in provincia di Bolzano. Per molto tempo quella stazione termale fu l'unico centro a praticare questo tipo di trattamento in tutta la Regione e dunque sono famosi i bagni di fieno a Fiè allo Sciliar. Nel 1899 fu poi aperto lo stabilimento di Sopramonte, nel 1920 quello di Vicolo Baselga e nel 1936 quello di Garniga.

Attualmente le zone dove si può praticare questo trattamento sono la Valle di Fiemme e l'Altopiano delle Viote sul Monte Bondone, le erbe che crescono in queste località hanno particolari proprietà medicamentose. L'efficacia dei bagni di fieno è dovuta principalmente alla miscela di erbe che viene impiegata, attraverso il caldo umido che viene sprigionato dal fieno i principi attivi di queste erbe vengono assorbiti dal corpo. 

Per quali patologie è consigliata

Il bagno di fieno è indicato principalmente per pazienti che soffrono di processi reumatologici di tipo degenerativo, in particolare di osteoartrosi in forma primaria e secondaria tra cui la gonartrosi (osteoartrosi del ginocchio) che è una delle causa principali di disabilità nei pazienti anziani. 

Nel 1991 uno studio medico, condotto dai dott. Renato Miori, Patrizia Manica e Lisa Mari Bambara, ha sancito l'efficacia dei bagni di fieno per la cura delle artropatie degenerative. 

La ricerca è stata condotta in un arco di tempo di vent'anni su un campione di 2.000 pazienti di età compresa tra i 60 e i 65 anni. Attraverso l'attuazione di diversi test, è stato dimostrato che questo trattamento ha determinato sensibili riduzioni del dolore. 

Per quanto riguarda l'osteoartrosi sono state rilevate percentuali di miglioramento molto elevate che hanno consentito una drastica riduzione nell'assunzione di farmaci antireumatici. 

Indicazioni bagni di fieno

  • dolore lombare cronico
  • sindrome del tunnel carpale
  • reumatismi extra articolari generalizzati (sindrome fibromialgica) e localizzati (tendiniti inserzionali, dita a scatto, periartriti di spalla e di anca, borsiti)
  • spondiloartriti sieronegative 
  • artropatia gottosa cronica 
  • spasmi muscolari
  • rigidità articolari e dolori post-traumatici 
  • lombosciatalgie in fase non acuta Il trattamento è ben tollerato dai pazienti anziani e dai soggetti obesi. 

Controindicazioni bagni di fieno:

  • nefropatie e epatopatie compensate 
  • cardiopatie ischemiche non stabilizzate 
  • affezioni articolari in fase infiammatoria 
  • processi infiammatori acuti (flebotrombosi, flebiti)

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