Terme in Italia, la salute passa da qui: ricerca, formazione e comunicazione

Pubblicato: 11/10/16 14:10

Ci sono 378 stabilimenti termali in Italia, la concentrazione più elevata d’Europa. Tutti sono conosciuti? Probabilmente soffermandosi a pensare alcuni minuti potrebbero venire alla mente i 10 più noti. Molte sorgenti sono ai più sconosciute e con esse anche i sali minerali in esse disciolti, le temperature e ciò che più conta le caratteristiche che le rendono utili nel trattamento di specifici disturbi e patologie.
Conoscere le acque prima di "passarle" è un concetto che si afferma oggi con decisione nel mondo scientifico e sul quale molte strutture iniziano a misurarsi anche a causa dei Social Media sui quali è pratico pubblicizzare pacchetti e promuovere trattamenti, ma è altrettanto necessario dover fornire utili indicazioni.

Non tutti i centri benessere nazionali hanno nella cura il principale obiettivo, molte strutture puntano su intrattenimento ed aspetto ludico dell'acqua, in alcuni casi il relax supera la finalità assistenziale, ma se di acqua termale si tratta è bene conoscerne sempre qualità e valori, contenuti e finalità sanitarie prima dell'uso che può essere più o meno consigliato.
Visto spesso come il Mondo delle Favole in cui tutto è permesso, il termalismo si è recentemente accreditato presso le alte sfere della medicina tradizionale e la curiosità degli ospiti si è spinta oltre l'apparenza tanto da richiedere allo staff una preparazione specifica al fine di poter rispondere a tutte le domande rivolte dai potenziali fruitori di acque e fanghi.

Presso le Terme Excelsior di Montecatini Terme il Festival della Salute, ha affrontato un incontro intitolato “La salute in vacanza”.
E' stata l'occasione, supportata anche dalla Regione Toscana, di approfondire gli aspetti del termalismo moderno sempre più ricercato da un pubblico vasto che arriva ad affrontare lunghi viaggi pur di raggiungere mete di eccellenza.
Il convegno promosso da Terme e Comune di Montecatini ha visto impegnati diversi relatori nel corso della giornata come Edoardo Fanucci, vicepresidente Quinta Commissione della Camera e Coordinatore del Gruppo parlamentare Amici del Termalismo.
La tavola rotonda finale si è occupata de “Il futuro della medicina termale in Italia” moderata dal Professor Adolfo Elio Cardinale, vice presidente del Consiglio Superiore di Sanità, ha sviluppato importanti riflessioni legate alla salute degli italiani ed alle loro terme naturali.

Il professore Antonio Fraioli, esperto di Idrologia dell’Università La Sapienza di Roma, ha proposto tre direttrici principali per il rilancio del termalismo: ricerca, per confermare scientificamente la validità delle cure termali per determinate patologie; formazione, per sensibilizzare i medici di medicina generale, gli specialisti delle branche interessate e i pazienti sull'efficacia delle cure stesse; comunicazione, per diffondere nel modo più ampio i risultati ottenuti e le possibilità garantite dalle terme.
Il sapere prima di fare, può apparire una filosofia banale certo cara agli Antichi Greci che per primi hanno saputo cogliere gli effetti benefici dei bagni in acqua termale e forse per questo perfettamente calzante in un momento storico che si richiama alla tradizione millenaria della civiltà ellenica.

Le sorgenti termali di Benessere a Montecatini sono l'acqua Rinfresco, Tettuccio, Regina e Leopoldine che sgorgano calde dal sottosuolo e sono impiegate sia negli stabilimenti di cura Tettuccio, Redi che presso il Centro Benessere Excelsior.

Conosciuta da tempi antichissimi è nel 1417 quando Ugolino Simoni (padre dell’Idrologia italiana) scrive “De balneorum Italiae proprietatibus” che l’acqua Tettuccio diventa una eccellenza ed oggi "favorisce la depurazione del fegato ed è utile nel dismetabolismo del colesterolo. Ha azione di stimolo su secrezione e svuotamento gastrico ed è quindi indicata nella gastrite cronica iposecretiva e nella dispepsia funzionale". 

Scoperta nel 1477 l’acqua Rinfresco "favorisce l’eliminazione delle scorie attraverso le vie renali e ripristina i Sali perduti nell’allenamento sportivo". 

Scoperta nel 1855 l'acqua Regina è "adatta nei casi di insufficienza epatica e nelle disfunzioni delle vie biliari stimolando il corretto flusso di bile dal fegato all'intestino".

Tempi immemorabili quelli dell’acqua Leopoldina che "agisce sulla peristalsi intestinale ed è particolarmente indicata in casi di stipsi cronica". 

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