Le Terme del Monte Rosa: sgorga dalle miniere, è acqua ricca

Pubblicato: 22/08/17 09:08

Sta attraversando una estate particolarmente ricca Vanzone con San Carlo, un piccolo comune situato al centro della Valle Anzasca, vallata laterale dell'Ossola a pochi chilometri da Macugnaga e dalla parete est del Monte Rosa.
L'acqua di miniera, particolarmente ricca di minerali, potrebbe presto diventare una risorsa termale di grande valore per il territorio.
In questi giorni sono in corso visite guidate, e libere, presso Casa Vanzonis struttura dedicata alla scoperta delle sorgenti minerarie e delle caratteristiche dell'acqua termale.
Si tratta di una interessante iniziativa culturale, sostenuta dall'amministrazione locale, che anticipa il potenziale sfruttamento terapeutico della risorsa naturale proponendosi in questo modo di sollecitare la curiosità ed il desiderio di scoprire, e magari investire, nel futuro termale dell'area.

Il primo cittadino Claudio Sonzogni inaugurando in agosto la struttura 'didattica' ha ripercorso la storia locale dall'800 ai giorni nostri, mentre gli ospiti Janni e Quattrini rappresentanti di due grandi Società che operano nel settore termale, hanno illustrato lo status attuale della risorsa idrica che verrà commercializzata intanto sotto forma di gel e fialette per docce nasali.

Il benessere psico-fisico arriva dunque sul Monte Rosa e si candida ad agevolare lo sviluppo di progetti termali per fini medici, culturali e turistici.

L'acqua. Ha origine presso le antiche miniere aurifere a 1450 metri l’acqua arsenicale ferruginosa della Fonte dei Cani a circa due ore di cammino a nord della frazione di San Carlo, nel Comune di Vanzone con San Carlo, Valle Anzasca.

Un'acqua ricca. "Dalle miniere sgorgano numerose sorgenti, con caratteristiche idrochimiche differenziate, alcune delle quali presentano una forte acidità e una elevata mineralizzazione, con presenza di arsenico, ferro e numerosi altri metalli: confluiscono poi in un unico rio, il Crotto Rosso, il cui greto è coperto da una patina ocracea per la deposizione degli ossidi idrati di alcuni dei metalli in soluzione, in particolare ferro".

L’Acqua Vanzonis sarebbe caratterizzata da forte acidità, con valori di pH compresi tra 2.4 e 2.5, e gli specialisti la indicano in numerose patologie: "Malattie della tiroide caratterizzate da iperfunzione e in genere da distiroidismi gravi. Malattie del sangue e degli organi emopoietici. Anemie essenziali, anemie dell’accrescimento, anemie da metrorragia, anemie da mallattie pregresse, anemie da anchilostoma. Malattie funzionali e organiche del sistema nervoso, quali nevrosi e nevrastenie. Malattie ginecologiche, quali flogosi subacute e croniche dell’apparato genitale femminile, distrofie bulvari, nevralgie pelviche, amenorree, dismenorree, leucorree associate ad anemia. Malattie dermatologiche quali dermopatie fisiche, chimiche e dismetaboliche, dermatosi, exsemi cronici, atopie, linfatismo, scrofola, acne, psoriasi, lichen e rosacea. Malattie dell’apparato otorinolaringoiatrico".

Le indicazioni dermatologiche rappresenterebbero però la più interessante possibilità applicativa per l’Acqua Vanzonis, così come per i fanghi.
Studi sperimentali avrebbero evidenziato per l’acqua arsenicale ferrugginosa della Miniera dei Cani un’azione battericida su due specie batteriche, E. Coli C36 e Staphylocossus Aureus ATCC 61685
 Recenti analisi dell’Università di Pavia hanno evidenziato nell’acqua 61 elementi metallici:per questo le fonti di Vanzone con San Carlo sono definite "le più ricche di minerali al mondo" e sarebbe un primato assoluto.
I geologi hanno affermato che, per arricchirsi di così tanti minerali, l’acqua resterebbe a contatto con le rocce della montagna per un periodo compreso tra i 150 e i 200 anni.

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