Riabilitazione termale: corpo sano in acqua sana

Pubblicato: 25/07/17 11:07 da

L'estate 2017 ha portato nuove riflessioni in ambito termale e potrebbe presto aprirsi una nuova frontiera medica per il grande polo del termalismo italiano.
Non sono tante quanto i presidi medici, ma le terme in Italia coprono una vasta area territoriale e molte strutture si sarebbero dette pronte ad accogliere percorsi riabilitativi restituendo alle terme il ruolo curativo che hanno avuto tra l'800 ed il '900 prima che il turismo smart ed esperienziale richiedesse nuovi tipi di ospitalità.

Si andava alle terme per i fanghi e le acque curative, per sottoporsi ad impacchi e bere dalle sorgenti. Poco contava all'epoca circondarsi di itinerari, percorsi sensoriali o scoprire la cultura del territorio, il tutto avveniva con la naturalezza della curiosità. C'era chi lasciava per qualche ora la struttura per avventurarsi nei paesi e nei boschi.
Ora che tutta l'esperienza fa parte di pacchetti soggiorno e prevede trattamenti mirati come i massaggi post bagno conditi con servizi personalizzati, l'attenzione del mondo sanitario torna a guardare con interesse alla materia prima ed ai minerali, principi attivi elementi essenziali in essa disciolti.

Le strutture termali nel circuito riabilitativo per il trattamento delle malattie muscolo-scheletriche ci sono fin dall'antichità. Quante volte abbiamo letto tra le note storiche delle più prestigiose località la citazione di un grande personaggio della storia che ha "soggiornato presso la sorgente" per rimettersi da una ferita, da una battaglia o da uno scontro epico?

Recentemente molte piscine hanno subito restyling dovuti alla necessità di appagare la vista e la funzionalità del luogo rendendo il percorso fruibile alle nuove generazioni e ad un nuovo target di ospiti che non cercano solo la cura ma anche il benessere, il relax inteso come assenza di pensieri e dunque non solo legato al trattamento delle patologie ma una vera e propria remise en forme da praticare durante tutto l'anno in vista di determinanti eventi o stagioni professionali.
Questo rinnovamento non ha fatto perdere appeal né attenzione al settore curativo, sono tanti i Centri in cui si pratica la ricerca termale e dove la riabilitazione in acqua è ad esempio un fiore all'occhiello tanto da trovare in molti casi partnership tra le strutture e grandi società sportive nazionali ed internazionali.

La recente Consensus Conference promossa dalla Fondazione per la ricerca scientifica termale, a Roma presso il ministero della Salute ha visto il sottosegretario alla Sanità, Davide Faraone sottolineare il valore di una possibile collaborazione del circuito curativo termale con il tradizionale percorso ospedaliero.

Nell'occasione otto esperti operativi presso università, ospedali ed istituti di ricerca sono stati interrogati attraverso alcuni questionari al fine di mettere insieme le esperienze e tracciare un quadro di regolamentazione

A riportare le dichiarazioni di alcuni partecipanti è stata l'Agenzia di stampa AdnKronos Salute "La legge su 'Il riordino del sistema termale italiano', poggia su tre pilastri: prevenzione, cura e riabilitazione. La riabilitazione è prevista oggi solo per gli assistiti dell'Inail, ma auspichiamo, anche in base ai dati della Consensus, che venga estesa a tutti i cittadini che necessitano di riabilitazioni muscolo-scheletriche. Una volta terminata la fase acuta, tendenzialmente post-operatoria, che si concentra nella fase ospedaliera, poter indirizzare le persone a continuare la riabilitazione nell'ambiente termale determina vantaggi economici per il Servizio Sanitario Nazionale e va a beneficio dell'utente, spesso anche con periodi di recupero più brevi".

Federterme supportata dall'Università Luiss di Roma ha reso noto che nel 2014 i ricoveri per riabilitazione in regime ordinario per le malattie del sistema muscolo-scheletrico avrebbero comportato un costo superiore ai 700 milioni di euro oltre ai ricoveri per patologie del sistema nervoso, per oltre 390 milioni di euro "Utilizzando come riferimento la tariffa media giornaliera per le prestazioni termali, e mettendo il dato a confronto con il costo medio ponderato in euro di una giornata di degenza ordinaria e in Day hospital per la riabilitazione, il risparmio tra le due modalità sarebbe circa del 60% in favore del circuito termale"

Il presidente di Federterme, Costanzo Jannotti Pecci ha dichiarato "Per i pazienti si tratta di poter ricorrere a un trattamento terapeutico non solo efficace ma anche privo di effetti collaterali, e per il Servizio Sanitario si tratta di dare una risposta terapeutica adeguata attraverso un mezzo che ha un costo del tutto ragionevole e che soprattutto è gradito dal paziente"

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